Casa di Ludovico Ariosto
La Casa di Ludovico Ariosto si trova a Ferrara nella Contrada del Mirasole, zona che attualmente è vicino al centro città ma che nel 1526, data in cui il poeta la acquistò, era piuttosto marginale.
Il semplice edificio in mattoni rossi, ristrutturato su indicazioni dello stesso Ariosto probabilmente dall’architetto Girolamo da Carpi, ospitò il celebre poeta nell'ultima parte della sua vita.
Nelle sue satire Ariosto racconta di aver acquistato l'edificio a fronte di enormi sacrifici - data la proverbiale avarizia dei Duchi Estensi - ma che, comunque, esso era la sua maggiore fonte di soddisfazione, in quanto interamente di sua proprietà e nido d’amore con la sua compagna Alessandra Benucci, come testimonia l’ancora visibile iscrizione sulla facciata:
“Parva, sed apta mihi, sed nulli obnoxia, sed non sordida, parta meo, sed tamen aere domus”
“Piccola ma adatta a me, non tributaria ad alcuno, non misera e tuttavia fabbricata con denaro mio”
Qui il poeta si spense nel 1533.
Attualmente l’edificio ospita un piccolo museo dedicato ad Ariosto, con documenti e oggetti personali del poeta: un calco del suo calamaio, la sua sedia e varie medaglie che lo raffigurano, come quella trovata nella sua tomba quando venne espezionata nel 1801. Nel corridoio centrale è esposta una copia dell' Orlando Furioso illustrato da Gustave Doré nel 1881.
Storia dell’edificio
Un anno dopo la pubblicazione dell’Orlando Furioso (1516), Ludovico Ariosto rifiuta di seguire in Ungheria il Cardinale Ippolito d’Este, vista la salute cagionevole. Ma nel 1522, nonostante la fama acquisita con il Furioso, non può declinare l’incarico di governatore della Garfagnana, conferitogli da Alfonso d’Este per sedare il brigantaggio e le liti fra i valligiani, incarico che lo tiene lontano da Ferrara per tre anni. Al ritorno da Castelnuovo il poeta, ormai 52enne, avverte il forte bisogno di ritirarsi in un ambiente domestico rassicurante.
Beneficiario già nel 1518 di un mensile di sette scudi assegnatoli dal Duca Alfonso, oltre al vitto per tre persone e due cavalli, acquista da Bartolomeo Cavalieri, con rogito 30 giugno 1526 del notaio Ercole Pistoia, la casa di Contrada del Mirasole. Ai primi di gennaio del 1528 acquista l’area cortiliva attigua alla proprietà per ricavarne un giardino. Attribuito a Girolamo da Carpi, l’edificio subisce su indicazione dello stesso Ariosto le necessarie trasformazioni atte a configurarlo come luogo adibito al ritiro famigliare, appartato e discreto.
Ariosto vi si trasferisce con il figlio Virginio il giorno di San Michele 1529. Alessandra Benucci , di Tito Vespasiano Strozzi, diviene moglie del Poeta fra il 1528 e il 1530, ma resta a vivere nella sua casa in Contrada di Santa Maria in Vado, dove il marito la raggiunge di frequente attraversando la città. Ormai dispensato da incarichi gravosi, Ariosto può dedicarsi alla terza edizione del Furioso, uscita nel 1532 dai torchi tipografici di Francesco Rosso da Valenza con l’aggiunta di sei canti. Assistito da Virginio e dalla moglie, qui si spegne il 6 luglio 1533, all’età di 58 anni.
La casa
L’edificio è caratterizzato da un modulo quadrato, nel rispetto di puntali proporzioni matematiche tra spazi interni ed esterni. Concepito come abitazione, il complesso si discosta tuttavia dai parametri tradizionali delle case ferraresi dell’epoca. Innovative le disposizioni dei camini (piano superiore) sul lato opposto al fronte strada, come lo spazio riservato all’ampia sala, a cui si accede mediante la scala di collegamento che unisce i piani e i locali abitativi. sulla facciata, scolpita su una lunga fascia di cotto a ornamento del muro di entrata.
Oggi, grazie allo sforzo congiunto dell’Assessorato alle Politiche e Istituzioni Culturali, dei Civici Musei di Arte Antica e della Circoscrizione Giardino Arianuova Doro, dopo il completamento del restauro architettonico curato dal Servizio Beni Monumentali, questa "piccola casa" e i suoi cortili vengono restituiti, anche con il concorso dell’Agea, al loro antico ruolo di luoghi d’arte e di cultura.
Le sale al piano nobile propongono, grazie ad un all’allestimento curato dai Musei Civici di Arte Antica, una ricostruzione storico evocativa dell’assetto realizzato in occasione delle Celebrazioni per i Centenari Ariosteschi del 1875 e del 1933, attraverso cimeli e pregevoli edizioni delle opere del Poeta.
Ferrara( Masi Torello)
Via Ludovico Ariosto 67 (44100)
+39 0532244949 (tel), +39 0532208564 (tel)
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