Ghiaccio a scorrermi
tra gelide dita
e lunghe unghie
d'esausta emozione
su pelle fragile e oscura
d'un curvo dorso appartato
tra due cuscini
Umido un cerchio
ampio sul comodino
infranta vi galleggia
una spenta illusione
la scorza di limone
è sull'orlo e nella coppa
l'osso sputato d'oliva
Vinta la stanza
del motel abbandonato
ha coltri rosa disfatte
luce lasciata accesa
la chiave appesa
e nel cestino
il profilattico usato
L'uscita è a destra
tento d'andarmene
ben oltre lo sbaglio
- vento sull'issate mie vele -
vado lungo vetrine chiuse
sotto gli occhi di chi
inavvertito sorpassa
lento i miei passi
bavero su labbra strette
l'alito d'aglio
Giacinti chiusi nel pugno
un'ape ronza nel giallo cupo
d'un sole che ormai s'affoga
tra frange di nubi sospese
su devastati ampi campi
appena dietro al quartiere
Rientro nel mio futuro
alveare di ieri allineati
come carte scoperte
a giuoco finito
Asso celato
m'osservo imbevuto di gesti
spesi invano
nel palmo l'amaro riso
d'un volto ancora ignorato
le nocche ormai informi
a raccogliere un cenno
Ed è già domani
Ottobre 2007
Pubblicato il: 21-3-2010 (Segnalato da : Vittorio Fioravanti)
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