I RE DI ORLICH - BREVE RACCONTO DI ROMUALDO MARGUATI SCHICCHI.
I personaggi che agiscono nel racconto sono immaginari soggetti di fantasia. Qualsiasi collegamento con persone realmente esistite o esistenti o con fatti veramente accaduti è puramente causale e non voluta dall'autore.
Sai che ore sono?" disse il vecchio con un italiano senza accenti, ma con la 'o' di 'ore' insolitamente aperta. E la ragazza: "Non porto mai l'orologio, mi disturba quando suono il flauto"..."poi è così suggestivo ascoltare quello che racconti. Non so proprio che ora sia....Oddio, non starò perdendo l'autobus?". E il vecchio "Di solito, quando arriva il tuo autobus, l'ombra del cartellone di pubblicitario dall'altra parte tocca la muretta di marmo là in fondo....ci arrivera tra un quarto d'ora". Il vecchio non metteva l'accento e usava sempe la stessa 'o' aperta "..vai a piedi?".."No no, rimango e aspetto, sono stanchissima"."Beh, dai raccontami di qualche spettacolo che hai fatto con lui quando era attore, recitavi anche tu? "..."a voulte si, abbiamo fatto il Sosia di Plauto, entrava lui, entravo io, avevamo fatto le prove in una casa di Zalipie, poi abbiamo portato lo spettacolo a Tarnòw....eravamo talmente uguali, anche nella voce, sì ....uguali .... che davvero nessuno ci riusciva a distinguere con addosso gli abiti di scena. In realtà, a parte le mani e ....come si dice... di....di profilo... siamo diversi di profilo, lui ha sempre avuto una mascella pronunciata, prominente, io no....... ma questo si vedeva soltanto di profilo.....avevamo studiato la scena in modo da non metterci mai....mai di profilo. davanti eravamo davvero uguali"...e la ragazzina "eh, ora pure, senza gli occhiali e senza capelli sembrate uguali, stesso modo di parlare, stesso linguaggio.....io non vedo queste differenze....anche la voce sembra uguale, l'accento, le movenze......è straordinario"......."ma siete sempre rimasti in contatto? perchè lui è tanto che non faceva più l'attore credo, no?".E il vecchio "non so da quanti anni, noi abbiamo smesso nel '48, nel 1948, io sono andato a lavorare nella Compagnia Elettrica, abbiamo sistemato le linee vicino le miniere di Wieliczka, poi ci siamo spostati ogni quattro mesi in altri posti, io ho continuato a lavorare e non ho piu' pensato al teatro, in fondo dovevamo proteggerci dal pericolo dell' invasione, almeno questo credevamo". "Terribile doveva essere" disse la ragazza"noi viviamo in un mondo diverso....ora i giovani di tutto il mondo si scrivono, si conoscono, viaggiano, c'è liberta, c'è l'arte che unisce i giovani, i popoli. Se io penso....per esempio al tuo paese, alla Polonia, penso a Swiatoslaw Richter.... un pianista formidabile, non penso alle guardie, ai treni ai divieti, penso alla libertà, che ce n'è un poca di libertà lì, no, si suona, si recita, no?.....umh sta arrivando un autobus..." e il vecchio sospirò e disse "mah, ora è tardi, prima delle prossime prove parleremo di quello che si recitava...ari-vederci!":
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