Recensione di Giovanna Lacedra del 21 febbraio 2010
Desiderate fare un viaggio cromatico tra nevrosi ed erotismo?
Desiderate scoprire come l’arte possa divenire rappresentazione erotica di recondite pulsioni?
Allora siete ancora in tempo per inoltrarvi in quel clima sospeso tra Secessionismo e Psicanalisi, proprio dell’opera pittorica di Egon Schiele.
Avete ancora un mese di tempo per ammirare il suo segno, incisivo e nodoso, i suoi colori, bruni e caldi, le mani nervose da lui dipinte, gli occhi immensi e spalancati, come su un abisso, le magre e tese nudità…
La mostra allestita a Milano, presso le Sale di Palazzo Reale, conta ben 40 capolavori del maestro dell’Espressionismo austriaco, e resterà aperta sino al 6 giugno 2010.
Le opere esposte sono state concesse dal Leopold Museum di Vienna, il quale possiede la maggior parte dei dipinti di Egon Schiele.
Sarà attraverso quei 40 dipinti che potrete conoscere la vita e le inquietudini di un giovane artista austriaco, ucciso dall’influenza spagnola a soli 28 anni, accusato di pedofilia, segnato dalla malattia psichica del proprio padre, stimato da Klimt e innamorato di Van Gogh.
Schiele nacque nel 1890 a Tulln, vicino Vienna.
All’età di 16 anni decise di iscriversi all’Accademia viennese, ma sin da subito si scoprì insofferente al tradizionalismo di certi insegnamenti, e presto
abbandonò gli studi spinto dal desiderio di creare un proprio, antiaccadmico, linguaggio pittorico.
Ma prima del colore, fu la linea a dominare lo spazio della tela.
Una linea che già imperava nel gusto dell’Art Nouveau di Klimt, ma che in Schiele divenne intimista, aggressiva, marcata, freudiana, nodosa.
Una linea-discorso pulsionale.
Traccia di un erotismo quasi ossessivo.
Segno di una sessualità alquanto tormentata.
Nel 1912 Egon fu arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti con una minorenne.
Il periodo di prigionia durò poco, ma segnò profondamente il suo animo già tormentato, e lo
spinse ad un maggiore vittimismo.
La donna della sua vita fu Edith Harms.
La conobbe nel 1914, anno in cui scoppiò il primo conflitto mondiale.
Egon dovette partire sul fronte di guerra, ma anche se in modo limitato, riuscì comunque a dipingere .
Rientrò a Vienna nel 1918, per scoprirsi presto come il più acclamato pittore austriaco dopo Klimt.
La sua morte improvvisa, causata della terribile influenza spagnola, stroncò una carriera artistica ormai avviata, togliendo a noi la possibilità di scoprire in quali altri luoghi il segno incisivo di Schiele avrebbe potuto condurci.
La prima esposizione antologica dedicata all’artista, fu allestita nel 1945 alla Galleria St.Etienne di New York. Ma erano gli anni dell’Action Painting e della Minimal Art; informale e astrattismo si contendevano lo scettro, e c’era dunque poco spazio per le nudità nervose ed erotiche di Egon Schiele.
Oggi, Palazzo Reale ospita le sue opere insieme a quelle di altri artisti che insieme a lui hanno fatto la Secessione Viennese (Klimt, Kokoschka, Moser e altri).
Con il nome “ Schiele e il suo tempo”, si è voluta allestire una mostra che ricostruisse il clima culturale e artistico della Vienna di inizio Novecento.
Largo spazio viene dato ai suoi autoritratti, introspettivi, nei quali si rappresentava in pose innaturali e con una fisicità scarnificata e contorta. L’immagine che ne scaturiva era alquanto inquietante e cupa, tutta chiusa in una linea di contorno scura e spezzata. Egon amava autoritrarsi con occhi sgranati, come spalancati su una verità appena scoperta e fino a quel momento ignorata.
Anche i bambini o gli adolescenti da lui dipinti avevano lo stesso aspetto magro e malaticcio.
La sua era una scelta pittorica che degradava e imbruttiva i corpi.
I suoi erano corpi segnati dal tormento.
Ma erano centrali.
Erano assoluti.
Erano i soli protagonisti del dipinto.
Si stagliavano su uno sfondo chiaro ed omogeneo.
Per emergere.
Per sconvolgere.
Per Restare.
“Schiele e il suo tempo” - Palazzo Reale, Milano- fino al 6 giungo 2010.
orario:
Lunedi 14.30-19.30, Martedi, Mercoledi, Venerdi e Domenica 9.30-19.30, Giovedi e Sabato 9.30-22.30
Per maggiori informazioni:
www.mostraschiele.it