La Cripta di Anagni
L'ultimo tentativo di spiegare gli affreschi della Cripta della Cattedrale di Anagni risalgono al 1902, quando lo storico dell'arte italiana Pietro Toesca pubblicò il suo studio sistematico sugli affreschi della "Sistina del Lazio Meridionale".
Un secolo dopo, ci prova Don Lorenzo Cappelletti 49 anni, sacerdote originario di Arezzo, cresciuto a Roma, ma adottato da Anagni, la città che lo ha entusiasmato fin da giovane.
Il suo libro "Gli affreschi della cripta anagnina" inserito nella collana "Miscellanea Historiae Pontificiae" dell'Università Gregoriana dì Roma è destinato a segnare un'epoca negli studi sulla Cripta. Don Lorenzo iniziò a studiare in modo più intenso la Cripta nel 1997, quando preparò la tesi di dottorato. Da quelle ricerche si rese conto che non tutto, anzi, molto poco, e a volte in modo impreciso e approssimativo era stato detto su quegli affreschi stupendi, che riempiono la Cripta della Cattedrale. Attraverso i suoi studi ha cercato di fornire un'interpretazione chiara e completa non tanto dal punto di vista stilistico quanto dal punto di vista contenutistico dello stupendo ciclo, fornendone una interpretazione teologica, né più, né meno.
Nelle sue ricerche nessun segreto, solo tante scoperte che ci dicono come i pensatori di allora non fossero degli sprovveduti, ma gente che ha voluto realizzare qualcosa di ben preciso, Questi affreschi sono una miniera di simboli e messaggi, che spesso sono stati codificati in modo superficiale. Così si scopre che i quattro cavalieri, raffiguranti una scena dell'Apocalisse, non sono alla pari, ma piuttosto ce n'è uno che rappresenta Cristo, il quale insegue la Guerra per distruggerla, che è causa di morte, portata da Satana nell'umanità. Un messaggio molto attuale.
Ma si scopre anche che la posizione degli altari dei Santi Magno e Pietro erano, in origine, in una diversa disposizione e che, l'affresco che mai nessuno era riuscito a distinguere, poiché molto rovinato, rappresenta il martirio di Abele compiuto da Caino. E molto, molto altro. Gli studi accurati di Don Lorenzo hanno permesso anche di ricostruire, con una certa precisione, le date di composizione, del ciclo, oltre agli autori: il committente è senza dubbio il Papa anagnino o segnino Innocenzo III, sono però tre le botteghe di pittura impegnate nella realizzazione, forse francesi, il tutto portato a termine tra la fine del 1100 e l'inizio del 1200.
Il libro di Don Lorenzo è stato presentato il 15 novembre 2002 presso il collegio Caprinica di Roma tra i presenti, oltre ai vari rappresentanti del mondo religioso e politico, anche i rappresentanti del Capitolo della Cattedrale di Anagni che insieme alla Regione Lazio hanno finanziato l'opera.