Tradizioni antiche: Antica fiera del Soco, tradizioni e spettacolo a Grisignano del Zocco (Vi)
L'Antica Fiera del Soco
Una storia secolare, velata dalle leggende sulla sua origine.
Origine che, secondo alcuni, va cercata nella corrispondenza tra i termini “soco” e “suck”, parola araba per definire il mercato.
Secondo altri, più semplicemente, il territorio di Grisignano per le sue caratteristiche geografiche divenne crocevia commerciale per i mercanti saraceni.
C’è chi sostiene, invece, che tutto sia iniziato in occasione di un’apparizione della Madonna su di un tronco d’albero (soco o zoco, appunto) nel lontano 1252 davanti agli occhi di due contadini nel territorio tra Grisignano ed Arlesega. In quel luogo fu poi costruita una chiesetta, a ricordo del miracoloso evento, e la Fiera che venne indetta quale ricorrenza prese la denominazione “del soco”.
Ma c’è anche chi narra di un’altra possibile origine, ovvero di quella legata all’esistenza di una locanda dotata di un punto di ristoro e cambio di cavalli, che faceva transitare per Grisignano viaggiatori e mercanti di ogni sorte. E mentre i cavalli si riposavano legati a dei tronchi appositi (sochi-soche), i proprietari portavano avanti trattative ed affari.
Leggende a parte, il primo “ritrovamento” storico legato alla Fiera risale al 1763 e recita così: “… si sottoscrive in nome dei provveditori alle rason vecchie della Serenissima Repubblica che già nel 1555 i nobili homini Priuli furono proclamati legittimi possessori delle giurisdizioni, di poter far la fiera del Soco in villa di Grisignano, territorio parte padovan, e parte vicentin”.
Dal passato al presente, guardando al futuro. Negli anni la Fiera si è evoluta, giocoforza, adeguandosi ai tempi che ha attraversato e alle esigenze degli stessi, senza, tuttavia, perdere quel suo fascino unico, quello della tradizione, e del rispetto della stessa, che vuole Grisignano e la sua Fiera diventare per sette giorni all’anno una piccola, grande capitale del mercato e del commercio, proprio come accadeva un tempo.
LO BORGO DE LO SOCO
Essendo issi abil mercatari et valenti mestieranti, da lo levar a lo tramonto de lo sole, haveran libertà et jurisdition de poter far: botteghe, drizzar banche et meter scagno o altro per el far della Fiera sopra la strada publica de Grisignan con bagordamenti, danze et jochi et schiamassi de boffoni et jullari e che le taberne abundino de pane cucinato a legna e tochi de polpa de porco et altro.
Perdetevi nel tempo e soprattutto nella magia di un luogo, che all’interno della Fiera trova una sua identità ben distinta e marcata: "El Borgo de lo Soco", quest’anno ancora più ricco, di storia, personaggi, attrazioni.
Un tuffo nel Medioevo, un tuffo nel passato e nella tradizione da dove trae le sue antiche origini la Fiera.
La riscoperta delle radici passa anche attraverso "el Borgo", un antico villaggio, fedelmente ricostruito nei suoi “tratti somatici” grazie al certosino lavoro di recupero delle memorie svolto con passione e professionalità dal “Gruppo Voci dal Medioevo di Trambaque”, nato nel 1993 e negli anni diventato un punto di riferimento nel campo delle animazioni teatrali legate a questo filone storico, tanto da venir chiamato con regolarità nelle piazze e nei borghi italiani.
Un villaggio pronto a mostrarsi con tutto il suo fascino, i suoi colori e sapori, le sue atmosfere soffuse, popolato ed animato da decine di personaggi in costume, proprio come all'epoca.
Varcati i confini de “el Borgo”, si viene catapultati in un altro mondo, tutto da scoprire ed in continuo movimento, con spettacoli ed attività che si susseguiranno a ritmo costante ed in cui i protagonisti intratterranno il pubblico, facendolo divertire, meravigliare e pure interagire con loro.
Si potrà curiosare tra mercanti e mestieranti del tempo intenti nelle loro attività e magari concludere qualche affare. Sarà un viaggio alla scoperta delle antiche tradizioni artigiane medioevali.
Un tuffo nel passato per scoprire tecniche e strumenti di lavoro all’interno delle suggestive botteghe del Veneto, che riaprono i loro battenti e riprendono le attività; mentre le strade si popolano di personaggi che in abiti d’epoca vivono la quotidianità dei loro avi mangiando, lavorando, giocando proprio come loro.
Le strade si popolano di banchi e si animano del rumore delle botteghe nelle quali il visitatore può trovare stoffe, oggetti in cuoio, vimini, cordami, carta, ferro battuto, rame, candele lavorate a mano e armi come gli archi e le spade. Tutto messo a disposizione di esperti artigiani che svelano i segreti degli antichi mestieri medioevali: cartari, ceraioli, tessitori, dipintori, fabbri, che con i loro strumenti di lavoro mostrano ogni fase della loro produzione.
In particolare, “Officina Chartaria Patavina” presenta la ricostruzione storica di una cartiera, dalla raccolta degli stracci alla consegna del foglio al committente, passando attraverso le varie fasi di lavorazione. E tra le novità di quest’edizione, “Gens Euganea”, associazione che propone la fedele ricostruzione di spaccati di vita medioevale civile e militare del XIII° secolo. Si va dal modo di vivere di un gruppo di arcieri e di armati, agli ordini di un signore locale, in movimento verso il campo di battaglia a quello quotidiano, con postazioni “didattiche” e con attività civili ricostruite attraverso lo studio di testi ed iconografie: metallurgia (con l’esecuzione e la riparazione di piccole armi), falegnameria (costruzione di archi, frecce in legno), medicina, tessitura, pittura, … .
Nel Borgo si potrà, inoltre, essere coinvolti nei giochi dei giullari di corte e nei curiosi esperimenti tra scienza, magia e soprattutto goliardia dei frati alchimisti, farsi attrarre dal teatro dei burattini e dalle esibizioni di mangiafuoco, fachiri e trampolieri, entrare in un accampamento militare ed imparare a conoscere l’ars belli direttamente dai soldati oppure fermarsi per un breve (o lungo) ristoro nella locanda, pronta a rivelare antichi sapori.
Non mancheranno cerimonie e sfilate lungo le vie della Fiera con un corteo di personaggi (nobili, soldati, mercanti, popolani, …) pronti a farsi ammirare dai presenti, ma anche a coinvolgerli, le rappresentazioni teatrali di strada, gli spettacoli proposti dagli sbandieratori e le coreografie di fuoco che accenderanno le serate all’interno del villaggio.
