Nel percorso della Storia dell’Arte italiana, le tre correnti artistiche che si susseguono negli anni che vanno dalla prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia (1796) e l'annessione di Roma al Regno d'Italia (1870) sono, in ordine cronologico le seguenti:
1. IL NEOCLASSICISMO
2. IL ROMANTICISMO
3. IL REALISMO DEI MACCHIAIOLI
IL NEOCLASSICISMO:
Inizia con l’Illuminismo, alla metà del Settecento per concludersi con la fine dell’Impero Napoleonico nel 1815. A metà del Settecento infatti iniziarono le prime imprese di scavo in Italia, che segnarono la nascita di una nuova scienza: l’archeologia. Le prime grandiose scoperte archeologiche avvennero nel meridione: prima Ercolano e Pompei, in Campania, città romane sepolte dalla lava del Vesuvio nel lontano 79 d.C., e che da allora avevano dormito sotto una coperta di cenere; poi i templi greci di Paestum; infine giunsero dalla Grecia numerosi reperti archeologici che finirono nei principali musei europei: a Londra, Parigi, Monaco.
Ciò che contraddistingue lo stile artistico del Neoclassicismo, che significa proprio NUOVO-CLASSICISMO fu l’adesione ai princìpi dell’arte classica Greca e Romana. Architettura, pittura e scultura greche e romane, con le loro caratteristiche di armonia, equilibrio, compostezza, proporzione, serenità, divennero il solo, assoluto, incontrastabile modello da seguire. Pittori, scultori e architetti del Neoclassicismo cercarono di applicare alle loro opere queste regole recuperate dalla classicità. I centri nevralgici del Neoclassicismo sono: Francia e Italia.
Gli artisti maggiori sono:
• Pittura: Jacques-Louis DAVID (francese)
• Scultura: Antonio CANOVA (italiano)
• Architettura : PIERMARINI (italiano)
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In America arriva il gusto neoclassico in architettura, vengono costruiti il Campidoglio e la Casa Bianca. Il maggior architetto è JEFFERSON.
Lo storico dell’arte considerato fondatore del Neoclassicismo fu WINKELMANN, il quale teorizzoun’idea di Bellezza Ideale esclusivamente ravvisabile nelle opere dell’arte classica, per perfezione, semplicità, razionalità.. Ben presto queste dottrine influenzarono tutte le forme dell’arte , che si impegnano nella ricerca delle proporzioni perfette, del massimo nitore e purezza di linee, privilegiando ad esempio il disegno e la forma sul colore, sia nella pittura che nella scultura e nell’architettura.
I caratteri principali del Neoclassicismo sono diversi:
• esprime il rifiuto dell’arte barocca e della sua eccessiva irregolarità;
• fu un movimento teorico, grazie soprattutto al Winckelmann che teorizzò il ritorno al principio classico del «bello ideale»;
• fu una riscoperta dei valori etici della romanità, soprattutto in David e negli intellettuali della Rivoluzione Francese;
• fu l’immagine del potere imperiale di Napoleone che ai segni della romanità affidava la consacrazione dei suoi successi politico-militari;
• fu un vasto movimento di gusto che finì per riempire con i suoi segni anche gli oggetti d’uso e d’arredamento.
Il Neoclassicismo tende a scomparire subito dopo il 1815 con la sconfitta di Napoleone. Nei decenni successivi fu progressivamente sostituito dal Romanticismo che, al 1830, ha definitivamente soppiantato il Neoclassicismo.
IL ROMANTICISMO:
Un movimento artistico, filosofico e letterario dove IL SENTIMENTO, L’ISTINTO CREATIVO E LA SPIRITUALITA’ HANNO LA MEGLIO SULLA RAZIONALITA’, e che si colloca orientativamente negli anni che vanno dal 1815 alla metà dell’Ottocento, sfiorando il momento storico della Restaurazione. All’Illuminismo e al Neoclassicismo, cioè alla razionalità e al culto della bellezza classica, il Romanticismo contrappone la spiritualità, l’emotività, la fantasia, l’immaginazione, e soprattutto l’affermazione dei caratteri individuali d’ogni artista. Temi caratteristici dal movimento romantico sono:
• La Negazione della ragione: gli autori e pittori romantici rifiutano l’idea illuministica della ragione, ma procedono nell'esplorazione dell'irrazionale: la follia, il sogno, le visioni assumono un ruolo di primaria importanza. I pittori visionari come il tedesco Fussli, l’inglese Blake e lo spagnolo Goya seguono questo filone.
• Il Nazionalismo: La ricerca di origini antiche delle moderne nazioni (da qui anche l’interesse per il Medioevo, che viene rivalutato). Ogni Nazione difende i propri costumi, le proprie tradizioni. Il periodo storico di riferimenti non è più quello greco e Romano. È il Medioevo.
• Il Sentimento Religioso: l’uomo romantico cerca stabili supporti nella fede e nella conseguente tensione verso l’infinito. Secondo filosofi, poeti e e pittori romantici Dio è La Natura, si mostra attraverso essa, facendo sentire l’uomo piccolissimo al suo cospetto.
• Sublime: secondo i romantici, l'infinito genera nell'uomo un senso di terrore e impotenza, definito sublime: Tutto ciò che è orrido, spaventevole e incontrollabile diventa bello. Questo provoca negli artisti un senso di continua inquietudine e struggente tensione, un sentimento che affligge il soggetto e lo spinge ad oltrepassare i limiti della realtà terrena, opprimente e soffocante, per rifugiarsi nell'interiorità, nei propri sentimenti.
• L’ARTISTA è un EROE ROMANTICO:Genio e sregolatezza! L’artista si sente incompreso dalla società borghese ed i suoi valori, che vedevano l'arte come qualcosa di commercialmente non produttivo e quindi inutile. L’artista si sente bandito da essa. Un dipinto romantico è facilmente riconoscibile perché fa largo uso di panorami naturali sterminati e violenti, definiti sublimi come nel caso delle opere del tedesco Friedrich, o dell’inglese Turner.
• IL ROMANTICISMO si sviluppa differentemente in GERMANIA, INGHILTERRA, ITALIA E FRANCIA, con i seguenti artisti:
• GERMANIA: CASPAR DAVID FRIEDRICH e la piccolezza dell’uomo al cospetto della natura divina, testimonianza di Dio. Forte sentimento religioso.
• INGHILTERRA: WILLIAM TURNER e l’impotenza dell’uomo di fronte alla la violenza e imprevedibilità della natura nei suoi più indomabili fenomeni (tempeste, incendi, burrasche..)
• ITALIA: FRANCESCO HAYEZ e il Romanticismo Storico, con parallelo letterario in ALESSANDRO MANZONI: Il passato storico dell’Italia, soprattutto quello Medievale dove il nazionalismo e la religione erano altrettanto forti, deve essere di esempio all’Italia dell’Ottocento, che cerca di diventare Nazione Unita.
• FRANCIA: DELACROIX, artista coinvolto nelle questioni politiche e rivoluzionarie della Francia, fa una pittura di forte spirito Nazionalista, cerca di esaltare il valore della sua Francia, facendo riferimento ad episodi di cronaca del tempo.
UN PERSONAGGIO STORICO CHE HA SCRITTO DI ARTE:
GIUSEPPE MAZZINI.
Tutti conoscono Mazzini come insurrezionalista repubblicano, uomo che andava contro la monarchia, fondatore della “Giovine Italia”, ma non tutti sanno quanto lui amasse l’arte, e quanto credesse nel potere che la pittura aveva di comunicare ideali politici.
Nel 1841 scrisse un importante trattato, in titolato “LA PITTURA MODERNA IN ITALIA”, in cui affermava che l’Italia andava unificata non solo politicamente, ma anche culturalmente, e pensava che in questo grande progetto di unificazione l’arte, grande motivo di orgoglio per il popolo e la storia italiana, potesse svolgere un ruolo fondamentale!
Giuseppe Mazzini riteneva che fosse il Romanticismo Storico di Hayez e Manzoni, il movimento artistico e culturale che aveva saputo esprimere meglio gli ideali politici e nazionalisti del suo tempo. Mazzini osannava Hayez, pittore che secondo lui aveva saputo comunicare ideali di patriottismo, nazionalismo, e nei suoi dipinti aveva giustamente esaltato il Medioevo come periodo storico Italiano dove il sentimento nazionalista era forte come adesso.
Ma amava molto anche i MACCHIAIOLI TOSCANI, gruppo di artisti formatosi a Firenze nel 1855, che oltre alla rivoluzione tecnica di dipingere non più per sfumature ma per macchie di colore accostate l’una all’altra, avevano come lui profondamente aderito ai principi democratici e repubblicani. Alcuni tra i pittori macchiaioli, come FATTORI (livornese, fondatore del gruppo Macchiaiolo) e INDUINO, partirono anche sul fronte di guerra, in prima persona e sulla propria pelle vissero la celebre Battaglia di Magenta, oltre ad essere artisti furono dunque uomini. Uomini pronti a combattere per l’unificazione della propria patria: l’Italia.
In particolare, INDUINO, uno dei più validi soldati di Garibaldi, è esposto nel Museo del Risorgimento di Milano ( Museo che illustra quel periodo della Storia Italiana che va dalla prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia, nel 1796, al Regno d’ITALIA, nel 1870) con una serie di tele in cui ha saputo con grande abilità ritrarre i fatti di guerra in ordine cronologico, come se stesse col pennello narrando fatti di cronaca. I suoi quadri sono come degli appunti, delle annotazioni visive di ciò che accadeva sui campi di battaglia. Infatti la tecnica del colore dato per macchie è risolta in modo molto veloce. La sua attenzione non andava tanto ai combattimenti quanto ai combattenti. I volti dei soldati hanno una fortissima carica espressiva. A volte li ritrae mentre se ne stanno seduti a contemplare nostalgicamente il paesaggio, pensando alle loro famiglie lontane e agli orrori della guerra.
Questi artisti che partirono in guerra furono chiamati Pittori-Soldati, poiché continuarono ad essere artisti anche in campo di battaglia. Portarono con se, oltre alle armi e alla divisa, anche le tele e i pennelli e dipinsero scene di battaglia e moltissime, emozionanti scene di riposo dei soldati negli accampamenti militari. Sul fronte dipinsero le macerie generate dalla brutalità della guerra.
INDUINO dipinse ad esempio l’imbarco a Genova di Garibaldi per la spedizione dei Mille.
Sia FATTORI che INDUINO dipinsero La Battaglia di Magenta. Una battaglia cruenta in cui morirono più di 6000 soldati. La vittoria franco-piemontese del 4 giugno sull’esercito austriaco, il primo grande passo verso l’Unità d’Italia fu dipinta da entrambi. Entrambi lo fecero abbandonando la precisione dello sfumato, ma usando anche il colore in modo nuovo e “rivoluzionario”: per macchie di colore che creavano un’immagine sintetica, ma di forte impatto.
Dopo il crollo degli ideali Mazziniani, però, la rivoluzione del gruppo dei Macchiaioli continua dal punto di vista pittorico, ma i temi affrontati non sono più quelli patriottici, bensì scene di vita quotidiana più intima e raccolta, che nulla ha a che fare con lotte politiche.
Pubblicato il: 8-12-2009 (giovanna lacedra)
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