A VARESE SONO IN MOSTRA GLUTS DI ROBERT RAUSCHEMBERG
La figura di Robert Rauschemberg è collocabile in quel periodo dell’arte postbellica statunitense, incastonato tra l’Espressionismo Astratto e la Pop Art: il New Dada.
Nativo del Texas, avrebbe dovuto realizzarsi come farmacista se non avesse deciso di abbandonare l’università al primo anno di corso, per arruolarsi prima in Marina, e decidere poi di frequentare i corsi dell'Istituto d'Arte di Kansas City.
Era il 1947.
Dopo l’istituto d’arte, fu la volta dell’Académie Julian di Parigi, e del matrimonio con Susan Weil.
Si spostò poi nel North Carolina, dove seguì, senza una vera continuità, i corsi di Josef Albers
Ma i suoi White Paintings e Black Paintings (era ancora concentrato sulla pittura, e sedotto dall’Espressionismo astratto) nacquero soltanto agli inizi degli anni Cinquanta.
Ma a quando risalgono, invece, i noti “Gluts”? E di cosa si tratta, nello specifico?
“Glut”, in italiano significa “eccesso”.
I Gluts sarebbero dunque degli eccessi, delle forme che vanno oltre, delle presenze che debordano.
Si tratta di composizioni risalenti ad un periodo assai recente della sua produzione, e che va dalla seconda metà degli anni Ottanta alla metà degli anni Novanta.
I Gluts esasperano quella che da sempre era una grande abilità dell’artista, ovvero la capacità di riciclare materiali di scarto di ogni genere, fino a tramutarli in opere d’arte.
Questo particolare “talento” dell’artista era già emerso negli anni Cinquanta, con i celebri “Combine paintings”, assemblaggi di diversi materiali di riciclaggio di notevoli dimensioni.
I Gluts non sono, allora, che una conclamazione di questo talento.
Per realizzarli, Rauschemberg utilizzò pezzi di lamiera, insegne scartate, radiatori, altri elementi metallici o di ferro resi rottami. Sono tutti materiali apparentemente inservibili, finiti, inutili, ma ai quali l’artista decise di donare nuova identità. L’interesse per i materiali metallici gli nacque in seguito ad una visita dell’artista presso le miniere e le fonderie di Antofagasta, in Cile.
Nei “Gluts” la materia eccede,viene riplasmata, ma non in forme precise; non ha lustro né ordine.
È semplicemente forte di quella poetica del riciclo che da sempre caratterizza il percorso artistico di Rauschemberg.
Egli li considerò “rovine” dell’agire e del vivere a lui contemporaneo.
Rovine di una storia che non interessa a nessuno.
Rovine di una contemporaneità dell’usa e getta.
Rovine di una popolazione che mai ne conserverà un ricordo nostalgico.
L’artista voleva probabilmente svelare al pubblico come la realtà attuale sia ormai consacrata all’eccesso e all’avidità.
E alla serie dei Gluts appartengono, inoltre, alcune opere realizzate a Napoli nel 1986, in occasione della prima di Lateral Pass, al teatro San Carlo, per la quale realizzò una scenografia arredata da alcuni di Gluts sostesi nel vuoto, esattamente sul palcoscenico, e realizzati grazie a materiali presi da una discarica napoletana
Bisogna inoltre ricordare come Robert Rauschemberg si sia sempre interessato alle diverse problematiche riguardanti il pianeta, partecipando ad iniziative pacifiste e collaborando ad iniziative per i diritti umani.
Infatti oggi, ad otto anni dalla sua morte, esiste un’organizzazione no-profit, la Robert Rauschenberg Foundation, che continua ad occuparsi di tutti quelle cause per le quali l’artista si batteva, dall’ambiente ai senzatetto, dalla ricerca medica al sostegno degli artisti emergenti.
Attualmente Villa Panza , residenza di proprietà della FAI e sita in piazza Litta 1 a Varese, dedica a Robert Rauschemberg una mostra in cui si potranno ammirare esposti 38 Gluts di piccole, medie e grandi dimensioni, provenienti dalla stessa collezione del Conte Giuseppe Panza, che fu il primo in Italia a collezionare le opere costituite a materiale di riciclaggio, del grande artista statunitense.
La mostra è curata da Susan Davidson del Museo Guggenheim, e da David White, dell’Estate of Robert Rauschenberg, e durerà sino al 27 febbraio 2011.
Villa Panza Piazza Litta, 1, 21100 Varese Link ufficiale
Gli orari e i giorni per poter visitare la mostra sono i seguenti:
Dal martedì alla domenica
Dalle ore 10 alle ore 18 (ultimo ingresso ore 17.30)
Ingresso: intero € 8; ridotto € 3
Robert Rauschenberg: Gluts, Villa e Collezione Panza
Pubblicato il: 2-1-2011 (Segnalato da : Giovanna Lacedra)
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