Semetipsum: Vino, suono e immagine, un progetto enomusicale originale molto interessante

SEMETIPSUM, avviene da Michele Satta. Bere arte, disegnare musica, ascoltare vino.
HAROLD BUDD ed ERALDO BERNOCCHI
Con l’artista multimediale PETULIA MATTIOLI
Insieme per un progetto speciale
Una produzione
RareNoiseProductions
http://www.semetipsum.com
Nella suggestiva cantina di Michele Satta, uno dei nomi più importanti di Bolgheri - Toscana, nasce il progetto Semetipsum, espressione latina che significa "proprio se stesso": un’idea, un avvenimento, un vino.
Inaugurato quest'anno in una serata che ha sancito la nuova alleanza tra vino, musica e arte con Michele Satta, vignaiolo produttore di vini unici, Harold Budd - pianista americano di fama internazionale, Eraldo Bernocchi musicista e sperimentatore da oltre venticinque anni nella musica elettronica.
Completano l'opera l'immagine e l'etichetta curate dalla video artista Petulia Mattioli che ha realizzato scatti fotografici in sequenza catturando le magnifiche figure che si vengono a formare sul vino sollecitato dalle frequenze del suono originale del concerto. Il testo di presentazione è scritto da Marco Pierini, fino a pochi mesi fa alla guida del Centro d’ Arte Contemporanea Santa Maria della Scala di Siena, e attualmente direttore artistico della Galleria Civica di Modena. 250 esemplari di Sangiovese 2008 selezionato in vendemmia da un unico vigneto, numerati ed autografati in formato magnum, proposti nella confezione in legno a tiratura limitata che conterrà il libretto a colori e il cd dell’ esibizione di Budd e Bernocchi, prodotto dall' etichetta discografica londinese RareNoiseRecords.
Ogni anno un' opera unica e la selezione speciale delle migliori uve di una sola varietà: Semetipsum "proprio se stesso".
Nullus locus sine Genio: presentazione del progetto a cura di Marco Pierini
Ciò che si racchiude nell’involucro che avete appena aperto è la concretizzazione di un progetto originale e, allo stesso tempo, estremamente inattuale come il nome che gli è stato imposto: Semetipsum. Vino, suono, immagine ne sono gli elementi costitutivi, l’interazione tra le arti, il metodo adottato, la disciplina, la fedeltà ai propri convincimenti, la voglia di mettersi in gioco i principi ispiratori. Principi condivisi da chiunque, a vario titolo, sia stato coinvolto nell’impresa, attraverso una rete amicale fatta di consonanze, vibrazioni, affinità. Semetipsum, ovverosia “proprio se stesso”, libera scaturigine di creatività, raggiungimento di esiti ai quali ciascuno quasi naturalmente tende, portando a maturazione e a compimento ciò che, sotto forma di embrione, di traccia, di seme, in interiore homine risiede e fermenta.
In un sereno tardo pomeriggio di inoltrata primavera, nella cantina di Michela Satta a Castagneto Carducci, Eraldo Bernocchi e Harold Budd hanno tenuto un concerto circondati da botti e carati colmi di vino. Mentre i suoni si riverberavano nell’ambiente, susseguendosi in una sequenza che – sebbene in larga parte dovuta all’improvvisazione – giungeva all’orecchio quasi dettata da una logica prestabilita, mescola esplosiva di casualità e necessità, la sensazione diffusa tra gli ascoltatori che la cantina non fosse un mero palcoscenico, per quanto insolito, ma parte integrante dell’evento cresceva sino a farsi certezza. Senza la presenza e l’azione del vino di Michele Satta, frutto del lavoro, della sapienza, di una tradizione che per rimanere tale non può fossilizzarsi in pratiche, usanze e convinzioni immutabili, la musica sarebbe stata diversa (non necessariamente peggiore, né migliore, si badi bene) senza lo spirito che impregna i muri della cantina altre sarebbero state le note, altri i ritmi. Il carattere del vino – qui espresso da una vendemmia del 2008 di sangiovese in purezza – e il temperamento dei musicisti hanno trovato un punto di incontro grazie al genius loci, entrambi prendendo forma e affinandosi secondo la propria natura ma accettando allo stesso tempo e imparando a governare quello che l’imprevisto, il caso, il destino aveva in serbo per loro.
Semetipsum non mira semplicemente a far accadere qualcosa ma a far accadere “proprio quella cosa lì”, perché non si accontenta di una mera collaborazione fra “professionalità” diverse, anzi, aspira a far sì che l’evento – parola inflazionata e caricata di significati retorici che vorremmo riportare all’etimologica definizione di “accadimento” – possa essere il risultato prima di tutto di un comune sentire. Ciò non garantisce, sia chiaro, la bontà di un risultato, ma la qualità di un metodo e la forza di un’idea. “Fa’ ciò che devi, accada quel che può”.
L’intervento di Petulia Mattioli sopraggiunge quando il vino ha già iniziato il suo processo di perfezionamento – la cui durata nel tempo, non inferiore ai due anni a partire dall’imbottigliamento, sarà imperscrutabile e dipenderà per ciascuna magnum dall’occasione e dalla volontà di chi la custodirà – e la musica, registrata e lievemente affinata anch’essa prima del definitivo fissaggio su CD, ha ormai cominciato a sedimentarsi e maturare nella memoria dei musicisti e degli spettatori. Vino e musica, allora, non possono che divenire la materia prima attraverso la quale consentire alle immagini di prendere forma e, secondo il principio che Semetipsum sottende, il mezzo prescelto dall’artista non può essere diverso da quello grazie al quale la propria poetica ha saputo dispiegarsi con maggiore naturalezza: il video. Riprendendo una vecchia intuizione del fisico tedesco del secolo XVIII Ernst Chladni, Petulia Mattioli ha sottoposto una certa quantità di vino alle vibrazioni sonore della registrazione del concerto propagate da un diffusore posto in prossimità del contenitore. Le forme ottenute dal movimento del liquido, risultato del concorso dell’intensità sonora – non soltanto puramente dinamica – con le caratteristiche fisiche della materia, sono state catturate dalla telecamera. Un unico frame estratto dal video così ottenuto è stato infine selezionato per l’etichetta della bottiglia, nella quale è davvero possibile “vedere” il suono. Non si tratta però di un fenomeno sinestetico, anzi, qui non si propone nessuno scambio di sensi, piuttosto un loro potenziamento, dal momento che l’immagine visiva rimane tale e chiede di essere percepita con il senso deputato: la vista. E ciò vale altrettanto per il sangiovese o per le sonorità scaturite dal pianoforte di Budd e dal laptop di Bernocchi. Agendo di comune accordo, la musica, le arti visive, l’enologia, si sono rafforzate l’un l’altra rimanendo fedeli a se stesse e hanno potuto dar vita a un insieme unitario e organico perché, invece di lasciarsi contaminare come il nostro tempo sbrigativamente raccomanda, hanno preferito farsi attraversare dallo spirito della terra sulla quale e grazie alla quale Semetipsum è potuto accadere.
Le confezioni complete saranno messe in vendita a partire da metà novembre al costo di 160,00 €.
Chi fosse interessato ad acquistarle potrà farlo direttamente on line dal nostro sito www.michelesatta.com o rivolgendosi ai seguenti nostri riferimenti:
Biografie:
MICHELE SATTA (sito ufficiale)
L'azienda nasce nel 1984, quando Michele Satta decide di lasciare la precedente attività di fattore per vivere in proprio il rischio di imprenditore.
La passione per la terra, che lo aveva portato da Varese a Castagneto Carducci dopo la laurea, il fascino di un prodotto che esprime tecnica e cultura, l'intuizione di essere in un ambiente di altissima vocazione enologica e l'incontro con l'enologo Attilio Pagli, lo spingono a diventare un produttore di vino.
Con la vendemmia del 1990, che gli rivela le grandi potenzialità del Sangiovese, inizia a curare l'affinamento del rosso con il rovere: all'inizio con i carati da da 220 lt., dal 1992 anche con botti da 10 a 35 ql.
Nel 1991 impianta il primo vigneto sperimentando, oltre al Cabernet ed al Merlot, di sicura grande espressione nella zona di Bolgheri, e al Sangiovese, il vino prediletto, le potenzialità del Syrah.
Nel 1997consolida l'azienda acquistando i vigneti "Castagni" e "Poderini" confinanti con la prima proprietà e amplia la cantina, costruendo sotto la collina ed a contatto con la roccia uno spazio finalmente adeguato all'elevazione del vino in barriques.
In rapida successione riesce ad acquistare in contiguità altri terreni per complessivi 10 ettari, e ad impiantare vigneti anche in affitti di lunga durata, raggiungendo cosi' il dimensionamento definitivo: 30 ettari di vigneto piantato e coltivato personalmente.
HAROLD BUDD
Originario di Los Angeles inizia la sua carriera nel 1962. E' maestro indiscusso del minimalismo, creatore dell'ambient music insieme a Brian Eno, con piu' di 50 album all'attivo, oltre a tre libri di poesie
Ha registrato e collaborato con i piu' importanti artisti d'avanguardia e non degli ultimi anni, da Daniel Lanois, produttore degli U2 (i quali hanno usato alcuni suoi brani nell'ultimo album), a David Sylvian solo per citarne alcuni. Il pianista raramente si esibisce dal vivo, ed e' occasione unica avere l'opportunità di assistere a un suo concerto in Italia.
ERALDO BERNOCCHI (sito ufficiale)
Musicista, produttore e fine scultore di suoni. Membro del progetto Sigillum S, con cui durante gli anni ’80 gira il mondo in tour. Durante gli anni ’90 la sua attività di musicista, produttore e remixer si espande, e con ciò anche le collaborazioni prestigiose: Bill Laswell e Raiz degli Almamegretta (con i quali dà vita al progetto Ashes), Mick Harris, Percy Howard, Toshinori Kondo, Russell Mills, DJ Olive, Jah Wobble, Thomas Fehlmann, Markus Stokhausen e molti altri. E’ noto al pubblico italiano per avere composto alcune delle colonne sonore per il film di Gabriele Salvatores, prodotto Co.Dex, l’album solista del 2001 di Giovanni Lindo Ferretti, sodalizio artistico che continua tuttora, prodotto Uno, secondo album solista di Raiz. Ha pubblicato e prodotto piu' di 100 album durante la sua carriera.
PETULIA MATTIOLI (sito ufficiale)
Dal 1992 lavora su video, fotografia digitale, grafica, installazione, scenografie e multivisioni create in real time utilizzando ogni mezzo e linguaggio, dal video alla materia.
E’ tra i dieci artisti segnalati dalla critica in occasione della Biennale dei Giovani Artisti del 1998. Nel 1998 vince il concorso Arti Visive 2 ed i suoi lavori vengono esposti al Palazzo Ducale di Genova. Fra le mostre principali: Galleria Giulia - Roma (2008), Palazzo delle Papesse - Centro Arte Contemporanea - Siena (2003-2004-2007), Complesso Museale Villa Arbusto - Ischia (2007), Castello Contemporaneo – Caparbio (2007), Berliner Kunstsalon - Berlino (2007), Museo Pecci - Prato (2006), Galleria Il Segno - Roma (1998).
MARCO PIERINI
Marco Pierini (Siena 1966) ha conseguito la laurea e il dottorato di ricerca in Estetica all’Università degli Studi di Siena. È stato direttore, a partire dal 2002, del Centro Arte Contemporanea di Siena, prima ospitato al Palazzo delle Papesse e dal giugno 2008 al Santa Maria della Scala col nome di SMS Contemporanea. Dirige dal giugno 2010 la Galleria Civica di Modena. Ha pubblicato numerosi contributi su argomenti d’arte, d’estetica e di musica, tra i quali più di recente: Jaume Plensa. Fiumi e cenere, catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, Gli Ori, Siena-Prato 2004; Flesh for Fantasy, catalogo della mostra, a cura di Lorenzo Fusi e Marco Pierini, con un racconto di Aldo Nove, Gli Ori, Prato 2004; Good Vibrations. Le arti visive e il Rock, Giunti, Firenze-Milano 2006; Numerica, catalogo della mostra, a
cura di Marco Pierini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2007; Gordon Matta-Clark, catalogo della mostra, a cura di Lorenzo Fusi e Marco Pierini, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008; Francesca Woodman, catalogo della mostra, a cura di Marco Pierini, testi di Rossella Caruso, Isabel Tejeda e Lorenzo Fusi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2009; Pop Numbers, in Matematica e cultura 2010, atti del convegno (Venezia, Auditorium Santa Margherita, Università Ca’ Foscari, 27-29 marzo 2009), a cura di Michele Emmer, Springer, Milano 2010; L’angelo sterminatore, in Enzo Gentile, Jimi santo subito! Il mito Hendrix attraverso immagini, parole e musica, Shake edizioni, Milano 2010.
Tiene la rubrica Miti su “GQ” e collabora regolarmente ai mensili “Arte” e “Insound