Quando ero ragazzino ci si copiava le cassette. Poi da cd a cassetta. MTV, una volta, dava spazio a tutti e non solo alle bamboline super-commerciali. In una normale giornata musicale si vedeva il pop, l'heavy-metal, il punk, il rap, il rock. Non è più così da più di un decennio ormai. Poi è arrivata l'era digitale. Quindi Youtube, e facebook. Su quest'ultimo network, ho scoperto il cantautore romano Patrizio Maria.
Un giorno, tanto tempo fa, lessi un articolo che chiudeva immaginando che da qualche parte c’era un nuovo Kurt Cobain che stava sta strimpellando. Oggi, lui come altri, se venisse fuori non se lo filerebbe nessuno. Tra poco inizia il Festival di San Remo con i suoi consueti giochi di potere. E i giovani, quelli la cui gavetta non è stata fatta su pretenziosi programmi televisivi, ma attraverso le difficoltà di trovare sale prove, comprare gli strumenti, e poi live su live nei garage, pub, locali, etc. non sono mai troppo considerati.
È la cultura italiana. Intrappolata ancora tra la musica classica, le nenie di Battisti, e lo zucchero dei vari Pausini/Ramazzotti. Una nazione incapace di dare voce a un nuovo futuro. Quel futuro che un’artista come Patrizio Maria si sta costruendo. E già me lo vedo, in qualche New Orleans oltre oceano. A suonare nei club. A vivere con le sue note. Perché la passione non la insegna nessun fantomatico addestratore di talenti. C'è qualcosa di speciale che in pochi hanno la forza di tirare fuori, e raccontarlo al mondo.
Da poco è uscito il primo album (genere indie) di Patrizio. “India londinese”, pubblicato dalla Caramella Blues. In meno di tre mesi ha già venduto 870 copie. A breve verrà ristampato.
"vegetariano sono io/ le mie scarpe son di tela per non inquinare l'aria/ io denti buoni non ne ho ma questa vita morderò/ are krishna java om om om
ma l'india londinese ha il sapore dei miei fiori e del giardino/ perchè ho ucciso il mio vicino bhè/ e se qualcuno vuol dormire/ basta spegenre la luce ed incendiare il comodino/ le mie valigie sono vuote/ ma ho le tasche sempre piene di santini e di puttane/ la matematica non conta/ ma è meglio di un'artista che fa i soldi con la massa/ ma l'india londinese ha il sapore dei miei fiori e del giardino/ è saltato il mio vicino...", dalla canzone "India londinese".
Patrizio sarà on stage prossimamente. Il 23 gennaio (20.30) al Maracanà ( via Moscatelli 397) di Roma, per un concerto unplugged. Il 6 febbraio (22.30) al Nebula (via Piemonte, 9) di Cecchina (Albano). Di nuovo nella capitale con due date: il 18 marzo (22.00) alle Cantine Blues (via della Batteria Nomentana 66/68) e il 27 marzo (22.30) al Voja (zona Viale Libia, via Nemorense 145).
Autore. Musicista. Interprete. Ricettore di energie del mondo. Le corde vocali e musicali sono il suo avamposto per comunicare. Ha aperto i concerti di “gente” come Francesco De Gregori, Paola Turci, Little Tony (per il quale ha anche partecipato in due sue canzoni del disco “Non finisce qui”). Nel 1998, pochi anni dopo la fine del tragico conflitto dei Balcani (92-95) si è esibito in Bosnia davanti a 400mila persone, quindi in Germania, nei pub di Liverpool e infine negli Stati Uniti, a New York e a Baltimora.
Nel 2007 è uscito il suo singolo “Io c'ho l'ansia”. Nel dicembre 20o8 ha realizzato il testo e la musica del brano “Natale nel mondo”, cantata da Little Tony e sua figlia Cristiana. Ha collaborato con Andrea Pesce (Tiromancino) come chitarrista e finalmente, nell'ottobre dell'anno scorso, è uscito il suo primo album India londinse, preceduto dall'uscita del singolo “Killer”.
“La mia impressione è che le tue parole diventino immagini e la tua musica prenda vita” commenta una fan sulla pagina di Facebook del cantautore, “Questo disco è un'innovazione, in Italia non c'è niente di questo tipo in questo genere di sonorità. E poi le canzoni. Bastano un paio di ascolti per impararle”.
“India londinese”, di Patrizio Maria. Preparatevi a un viaggio psichedelico contemporaneo. Dimenticate le lontane atmosfere beatlesiane. Preparatevi a tuffarvi in dimensioni parallele molto più simili ai mondi parnassusiani di Terry Gilliam. Accordi che hanno il rintocco colorato di matite.
Patrizio Maria, Killer (2009) da Youtube
Pubblicato il: 18-3-2010 (Luca Ferrari)
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