Band italiane. Gli Omissis intervistati da Almostfamous
Gli Omissis sono il risultato di una lenta e progressiva evoluzione di un progetto iniziato nel 2000 nato dalla necessità di John, Ghost e Pholas di dare voce al loro disagio vissuto quotidianamente: un disagio vissuto da una intera generazione. La band crea un rock metal dalle influenze dark e gothic, basato sul contrasto fra una chitarra distorta e una “pulita”, accompagnato da un cantato in lingua inglese. Le varie sperimentazioni degli Omissis, portano la band a completarsi con l’introduzione di Mari alle tastiere e la voce di Nevia. Si aggiungono così nuove ritmiche, sfumando le atmosfere cupe che hanno caratterizzato la band agli esordi, evidenziando così sonorità più morbide ed elettroniche. La composizione dei nuovi pezzi degli Omissis sono il risultato di un’ opera collettiva, spontanea, ricercata, espressione di ogni singolo elemento. Il risultato è un sound personale, incentrato sul contrasto fra la voce grave di John e quella leggera di Nevia sulle atmosfere musicali che risentono di influenze rock e dance fino alla new wave anni ´80. Attualmente gli Omissis sono chiusi in studio per la lavorazione del primo album, con la cura e supporto di Almost Famous.
Omissis: la natura del vostro nome è arcana. Spiegatecela.
Omissis si usa nella trascrizione e nelle copie di documenti per indicare l'omissione di parole o frasi tralasciate perché non necessarie.
Da questo significato abbiamo riflettuto che spesso nella vita -paradossalmente- sono più importanti le cose che vengono tralasciate, sottointese o in qualche modo abbandonate nel silenzio.
Noi ci sentiamo un po' come queste "omissioni": lasciati in disparte nonostante tante cose da comunicare, ma pieni di energia e volontà di portarle alla luce.
Siamo Omissis, le parole non dette.
Musiche per far ballare e testi per far riflettere: il contrasto è sempre presente nel vostro essere.
La vita è un ossimoro piena di contraddizioni: è luce oscura. Viviamo in tempi veloci dove le immagini superano le parole e nessuno ha più voglia di riflettere o ascoltare messaggi troppo diretti o complicati. Eppure vi è un grande bisogno di valori e contenuti.
Cerchiamo di fare una sorta di dribbling: proporre musiche e ritmi in un certo modo facilmente fruibili e scrivendo testi che apparentemente sembrano leggeri e spensierati, ma che in realtà coltivano ed esprimono tutte le contraddizioni del modo di vivere dei nostri giorni.
Quale canzone rappresenta al meglio il mondo di oggi?
E’ una domanda difficile, le risposte potrebbero essere diverse. Possiamo soltanto dire quale canzone al momento rappresenta la nostra sensazione verso il mondo: questa è senza dubbio "Wrong" dei Depeche Mode.
Come vi siete avvicinati ad Almost Famous?
E’ stato per caso.
Un nostro amico che non vedevamo da tempo venne a un nostro concerto: gli piacemmo e conoscendo personalmente Flash pensò che Almost Famous potesse essere una realtà al caso nostro. In effetti aveva ragione.
Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Come gli Omissis hanno affrontato situazioni difficili?
Come band abbiamo dovuto affrontare un percorso molto tortuoso fatto di continui cambiamenti di formazione e di imprevisti e di conseguenza continue "ripartenze".
Nel 2007 -in particolare- quando finalmente pensavamo di aver raggiunto una certa stabilità, abbiamo vissuto un periodo carico di tensioni, di incomprensioni e di stasi creativa. Chiunque al nostro posto avrebbe gettato la spugna sciogliendo il gruppo: invece noi ci siamo scontrati direttamente, sbattendoci in faccia tutte le nostre incomprensioni e pensieri, uscendone così più forti di prima, più convinti, più entusiasti, più amici, più "band".
Sogni nel cassetto?
Vorremmo diventare la band di riferimento per un cambiamento della musica italiana.
Vorremmo essere i primi a portare -insieme ad Almost Famous- un nuovo modo di pensare e gestire la musica, aprendo la strada a tutti quegli artisti che come noi hanno un messaggio ed emozioni da trasmettere, ma che non trovano lo spazio che si meritano a causa della mancanza di reattività della scena musicale italiana, ancora inspiegabilmente legata alle cover bands, alle band "clone" che non hanno nulla di personale da dire e che contribuiscono solo a mantenere basso il livello culturale musicale italiano.
Dove suonerete prossimamente?
L'11 luglio all'Electronic Festival organizzato dal locale Tambourine, in apertura al Dj set curato da Andy dei Bluvertigo. Desio (Milano)
Progetti per il futuro?
Conquistare il mondo!!!
(con la nostra musica)