Tuba. Jeans. Sigaretta in bocca. Stivali. Petto nudo. Gibson Les Paul. Sei indizi per dire un solo nome. Slash. Una delle più grandi icone musicali di tutti i tempi. Chitarrista capellone dei Guns n’ Roses prima, Slash’s Snakepit poi e infine dei Velvet Revolver (con alla voce, l’ex-Stone Temple Pilots, Scott Weiland).
La leggenda narra che un giovane texano, all’anagrafe Soul Hudson, mentre era in dolce compagnia, all’ascolto di “Rocks”, quarto album degli Aerosmith, restò inesorabilmente colpito dalla musica e dai riff di Joe Perry, chitarrista della band. L’incontro con Steven “pop-corn” Adler poi, primo batterista dei Guns, fece il resto.
42 anni compiuti lo scorso luglio, Slash è pronto per l’avventura solista. E la Roadrunner Records pubblicherà la prossima primavera in Europa l’album di debutto del leggendario chitarrista, intitolato semplicemente “Slash”. Fra gli ospiti si parla già di Mr Black Sabbath, Ozzy Osbourne, Iggy Pop, e l’ex-voce dei Soundgarden, Chris Cornell.
Nel corso della sua carriera, Slash ha condiviso il palco (o la sala d’incisione) con i più grandi, dimostrando un amore non indifferente per lo strumento. Dai classici rockers Motorhead, Alice Cooper, Sebastian Back (ex-leader degli Skid Row), Rod Stewart, Paul Hunter, passando per il pop di Michael Jackson e il rap dei Blackstreet, e per finire con il nostro Vasco Rossi, dove ha suonato in “Gioca con me”, canzone tratta dall’ultimo album del cantante italiano “Il mondo che vorrei” (2008).
Slash è senza dubbio uno dei più amati e acclamati chitarristi della sua generazione (e non solo). Lo scorso agosto, il prestigioso giornale Time ha inserito il riccioluto chitarrista al 2° posto della sua classifica dei 10 migliori chitarristi elettrici di tutti i tempi, secondo solo a sua maestà Jimi Hendrix. Slash precedeva autentici mostri delle sei corde quali B.B. King (3°), Keith Richards (4°), Eric Clapton (5°), Jimmy Page (6°).
Pensare a Slash, significa pensare al Rock. Nel senso più vagabondo e trasgressivo della sua accezione. Certo nessuno potrà mai dimenticare i suoi capelli al vento nella commovente ballata “Novembre rain” (tratta da Use your Illusion I dei GNR). Forse un po’ troppo confezionata per un selvaggio come lui. Più genuino e verace a fianco di Paul Rodgers, quando nel 1993 suonò “The hunter”.
Mancano ancora due mesi all’inizio del 2010 ma per la Roadrunner (e i milioni di fan) il countdown è già iniziato. Dopo i due album con i Velvet Revolver (Contraband, 2004; Libertad, 2007) Slash sta per arrivare con il suo primo album solista. Rock and roll for ever!