Mondiali di Shanghai. Fabio Scozzoli vince un'altro argento. Secondo nei 50 rana.
Scozzoli d'argento nei 50 rana col record italiano di 27"17. Si gonfia il medagliere degli Azzurri: 2 ori, 3 argenti, 2 bronzi
Shanghai, 27 luglio 2011
FABIO SCOZZOLI D'ARGENTO. D'argento in argento. Fabio Scozzoli ambiva al podio, pensava di giocarsi la medaglia di bronzo con il norvegese Alexander Dale Oen nei 50 rana. Le prime due posizioni sembravano off limits. Soprattutto alla luce dei risultati delle semifinali, con il primatista del mondo, nonché campione mondiale in carica e bronzo nei 100 come a Roma 2009, il sudafricano Cameron van der Burg, autore di 26"90, e il brasiliano vice campione del mondo Felipe Franca da Silva a 5/100.
Il campione forlivese - che compirà 23 anni il prossimo 3 agosto - partiva dal 27"37: quarto tempo e primato personale grazie a un 1/100 in meno di quanto segnato in occasione della conquista della medaglia d'oro europea ed era alle spalle del norvegese Alexander Dale Oen, campione mondiale dei 100, in 27"33.
Serviva una gara imperiosa per agganciare il podio e qualche errore di cui approfittare. Ma arrivare quarti o quinti era una possibilità molto realistica.
A volte però la realtà offre spettacoli superiori alle aspettative. Soprattutto se poni al servizio della perfezione professionalita, competenza e sacrificio. Questo è il segreto di Fabio Scozzoli, neo vice campione mondiale dei 50 in 27"17, 3/100 in meno del record italiano che Alessandro Terrin ha stabilito ai campionati mondiali di Roma 2009 con il costume gommato. Scozzoli scalza van der Burgh che scivola al terzo posto in 27"19. Diventa campione il brasiliano Silva in 27"01. Fuori dalle medaglie Dale Oen, superato anche dal primatista europeo, il tedesco Hendrik Feldwehr (27"41 contro 27"43). "Sapevo che potevo limare due decimi al personale, ci sono riuscito; poi gli errori di van der Burgh e Dale Oen mi hanno aiutato a conquistare l'argento. Questa medaglia è goduria pura", commenta l'azzurro di Esercito e Imolanuoto, allenato dal tecnico federale Tamas Gyertyanffy, già vice campione mondiale dei 100. "I 50 sono una gara alla quale sono particolarmente legato; mi hanno riservato il primo oro internazionale della carriera: agli Europei di Budapest. Per ricordare le emozioni dell'inno ho perfino tatuato sul polso il logo della manifestazione, ma so che è una gara di passaggio verso i 100. Null'altro". Cultura del lavoro e inclinazione al sacrificio. Solo così si possono ottenere risultati secondo il campione forlivese. "Stamattina ho lavorato sugli ultimi dettagli, come l'uscita dal tuffo. Dovevo essere perfetto e ci sono riuscito. I meriti della mia crescita, della mia condizione di atleta e delle mie capacità sono da attribuire a Tamas Gyertyanffy. L'allenatore è il 70-80% dell'atleta. Certo, non tutti rispondono alla stessa maniera, ma senza l'allenatore l'atleta non esiste. Questa medaglia è una piacevole sorpresa, anche perché preparo i 50 solo in funzione dei 100 olimpici. A Londra non manca molto e voglio puntare al top. Ciò non significa che riuscirò a confermare o migliorare i risultati del mondiale, ma mi preparerò con grandi ambizioni".
Obiettivo comune per Tamas Gyertyanffy: "Fabio mi emoziona sempre; in lui vedo la realizzazione del nostro lavoro. E' un grande atleta: serio, meticoloso, preparato. Tra noi c'è grande fiducia e voglia di crescere. C'è stato un attimo in cui ho pensato che potesse addirittura vincere la gara, ma va già bene così. Ora valuteremo gli errori commessi per migliorare ancora".
Prima dell'argento di Fabio Scozzoli, l'Italia era salita solo una volta suo podio iridato nei 50 rana, con la medaglia di bronzo a Fukuoka 2001 del due volte campione olimpico Domenico Fioravanti. Nessuno come lui.