L’Italia del tennis rosa è campione del mondo. Confesso la mia ingenuità, ma mi sarebbe piaciuto vedere questo titolo in prima pagina sui quotidiani sportivi italiani, invece di vederli sempre ostaggi del calcio mai scevro di polemiche e accuse.
E’ vero. La finale era già scritta, anche se in questo tipo di match la parola “scontato” è spesso fuori luogo. Se lo ricorderanno bene i maschietti statunitensi, quando da favoriti, persero la finale di Coppa Davis (corrispettivo maschile della Federation Cup) nel 1991 a Lione, con un Pete Sampras (futuro re del tennis mondiale) sconfitto dalla vecchia gloria Henry Leconte, e da un pubblico che sostenne i propri moschettieri fino allo stremo.
Sabato 7 e domenica 8 novembre, l’Italia ha battuto in finale gli USA. Non c’erano le sorelle Serena e Venus Williams, rispettivamente numero 1 e 6 del ranking mondiale e vincitrici insieme di 18 prove del Grande Slam (11 Serena, 7 Venus). Non proprio due principianti dunque, ma non c’erano. Scelta loro.
L’Italia, per arrivare in finale, prima aveva trafitto la forte Francia con un perentorio 5-0, e poi superato in semifinale, contro pronostico, la Russia. Quest’ultima è stata l’assoluta dominatrice degli ultimi anni, a partire dal 2004, vincendo ben quattro edizioni su sei, con le altre due vinte proprio dall’Italia (la prima nel 2006, in finale contro il fortissimo Belgio dell’allora numero 1, Justine Henin).
In semifinale le azzurre s’imposero per 4-1. Dopo un inizio da panico con la Pennetta sconfitta facilmente dalla meno quotata ventiduenne Anna Chakvetadze, prima Francesca Schiavone e poi la stessa Pennetta ribaltarono la situazione sconfiggendo la numero 3 del mondo Svetlana Kuznetsova.
Il resto è il presente. Sulla terra rossa del Circolo del Tennis “Rocco Polimeri” di Reggio Calabria, le americane Melanie Oudine (n. 49 della classifica WTA) e Alexa Glattch (n. 136 WTA) hanno resistito finché hanno potuto alle bordate di Flavia Pennetta (n. 12, e prima italiana nella storia del tennis femminile a entrare nella top ten, la scorsa estate) e Francesca Schiavone (n. 16).
Vittoria azzurra anche nel doppio, a coppa già conquistata, 11-9 al terzo set, grazie a Sara Errani e Roberta Vinci. Ulteriore dimostrazione della serietà di queste atlete. Ed è bello che a trascinare le azzurre verso il secondo successo, sia stato proprio Corrado Barazzutti (ct già nel primo successo), protagonista sul campo dell’unico trionfo italiano in Coppa Davis nel lontano 1976 contro il Cile.
Le quattro ragazze hanno meritato il successo. E solo in un paese calcio-dipendente come il nostro non hanno la popolarità (e la diretta tv dei loro match) che meritano. Forse se iniziassimo a insegnare più cultura sportiva con queste atlete, le nostre adolescenti, invece di sognare di fare la “velina” o sposare un calciatore, si darebbero più da fare per sudare su un campo, e cercare di diventare forti come Flavia, Francesca, Sara e Roberta.
A voi quattro, le mie più sincere congratulazioni.
Federation Cup 2009, Finale
Flavia Pennetta (ITA) d. Alexa Glattch (USA) 63 61
Francesca Schiavone (ITA) d. Melanie Oudin (USA) 76(2) 62
Flavia Pennetta (ITA) d. Melanie Oudin (USA) 75 62
Francesca Schiavone (ITA) vs. Alexa Glattch (USA) non disputato
Sara Errani/ Roberta Vinci (ITA) d. Liezel Huber/ Vania King (USA) 46 63 119
Fed Cup 2009: Le ragazze alzano in cielo la coppa, da YouTube