Articolo di Alessio Scarpa di Eboli
La Statua della Libertà, originariamente intitolata La liberté éclairant le monde o, in Inglese, Liberty Enlightening the World, ovvero La libertà illumina il mondo, e spesso soprannominata Lady Liberty, è una statua opera di Frédéric Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel. Sita a New York, essa è di grandissime dimensioni (93 m da terra alla punta della fiaccola e 46 m dalla superficie del piedistallo alla punta della fiaccola) ed è visibile fino a 95 km di distanza.Svetta all'entrata del porto del fiume Hudson, sulla rocciosa Liberty Island (un tempo Bedloe's Island), come ideale benvenuto a tutti coloro che arrivano negli USA. La gigantesca statua femminile consiste in un'armatura di acciaio rivestita di lastre di rame modellate a martello e assemblate con rivetti.Pare che le sembianze della statua opera di Frederic Auguste Bartholdi siano state ispirate dalla Statua della Libertà della poesia, presente sul monumento funebre di Giovanni Battista Niccolini nella Basilica di Santa Croce a Firenze, ad opera dello scultore Pio Fedi. Si tratta comunque di un'ipotesi ancora in studio.Numerose sono le repliche della statua: a Parigi la più famosa, sulla Senna. Un'altra a Tokyo. Ancora a Las Vegas e in varie altre parti del mondo. Degna di nota la replica della Statua della Liberta costruita nel 2004, alta 12 metri e posta all’ingresso settentrionale della città di Colmar, che ha dato i natali a Bartholdi.La statua raffigura una donna che indossa una corona i cui raggi rappresentano i sette mari ed i continenti. Con la mano destra regge la fiaccola che simboleggia la libertà (quella attuale è una copia dell'originale ed è placcata in oro 24 carati), con la mano sinistra una grande tavola in pietra su cui è incisa la data del 4 luglio 1776, giorno in cui fu sancita la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. La donna calpesta delle catene, simbolo della tirannia.La statua è comunemente detta "colei che illumina il mondo", quest'ultima frase è stata pronunciata per la prima volta dal presidente americano Jonh F. Kennedy.